Cristalli di CBD: Tutto quello che devi sapere

I cristalli di CBD sono la forma più pura in cui puoi assumere CBD. In questa guida scoprirai gli effetti benefici del cannabidiolo sotto forma di cristalli. Inoltre è doveroso precisare che esso potenzia l’efficacia analgesica del THC. Vediamo nel dettaglio cosa sono i cristalli di CBD, a cosa servono e come si usano.

Cosa sono i cristalli di CBD

Il CBD ha un forte potere terapeutico e infatti è utilizzato molto spesso in campo medico, ad esempio per alleviare i sintomi dell’ Alzheimer, del Parkinson, della sclerosi multipla. Inoltre può attenuare gravi disturbi come ansia, depressione e nausea.

In commercio il CBD è reperibile principalmente sotto forma di olio CBD e cristalli di CBD.  Attenzione però; l’olio di CBD non va confuso con l’olio di canapa (qui la differenza tra i due olii).

L’olio di CBD è estratto dalla pianta della canapa attraverso un processo. In sintesi si isolano le sostanze con tramite l’uso di un solvente adeguato. Esistono olii di CBD con diverse concentrazioni comprese tra il 2,5% e il 30%.

Come vengono estratti i cristalli di CBD

I cristalli del cannabidiolo sono estrazioni isolate e purificate che si presentano come granelli di colore bianco e sono inodore. Alla vista possono apparire simili al comunissimo zucchero di canna. Per estrarre i cristalli di CBD si utilizzano speciali macchinari d’estrazione senza utilizzare solventi come avviene per l’estrazione dell’olio. Dopo l’estrazione, il cristallo viene isolato e privato di tutto il materiale vegetale, ovvero, THC, olii, resine e clorofilla. Al termine di questo processo il cristallo di CBD è al suo stato puro. Questa lavorazione raggiunge un livello di purezza pari al 99%. L’1% rimanente è composto da sostanze naturalmente presenti nel CBD. Esistono tuttavia vari gradi di purezza dei cristalli. L’estrazione avviene partendo dalle infiorescenze femminili della canapa; in una prima fase si ottiene l’essenza grezza del CBD, che poi viene raffinata al fine di ottenere i cristalli.

I Crumble ad esempio sono estrazioni puro al 90%. Contrariamente ai cristalli (più amarognoli), i Crumble sono color ambra ed hanno un gusto gradevole. Essi sono particolarmente indicati per curare disturbi del sonno o come leggero ansiolitico.

Come si usano i cristalli di CBD

I cristalli di CBD come abbiamo detto sopra, hanno moltissimi utilizzi. Ad esempio possono essere assunti sotto forma di fumo oppure in soluzione liquida. Si prestano davvero a moltissimi usi. Infatti possono essere messi nei preparati destinati agli edibili, oppure la somministrazione avviene sublinguale, ovvero sotto la lingua esattamente come avviene per l’olio di CBD.

Altri strumenti per l’assunzione del principio attivo possono essere le sigarette elettroniche, i vaporizzatori, le pipe o il bong. L’assorbimento del CBD varia molto da individuo a individuo, specialmente in relazione al suo peso e alla sua corporatura.

Come fumare i cristalli di CBD

Per usufruire degli effetti del CBD con il fumo è necessario vaporizzare i cristalli. La temperatura ideale per la vaporizzazione è tra i 160 e i 180 gradi. Bisogna essere molto attenti a non bruciare il cristallo altrimenti diventa inutilizzabile. Inoltre è doveroso munirsi di un buon vaporizzatore per poter eseguire questa operazione.

Una volta sciolto il cristallo di CBD assume una forma liquida oleosa. Questa può essere miscelata al liquido delle sigarette elettroniche e poi può essere fumata. Se fumato, il CBD è un ottimo calmate per l’ansia. Un altro metodo utilizzabile è il dabbing, ovvero foderando e inalando il vapore generato dal cristallo. Per fare ciò occorre un bong, un accendino a fiamma ossidrica e un dabber. Il bong è un oggetto usato per fumare e può  essere di varie forme, differenti,  materiali, colori e grandezze. Solitamente sono realizzati in plexiglass, ceramica, bambù o vetro. Per i cristalli di CBD è meglio utilizzare un bong in vetro. Per fumare dal bong, bisogna aspirare a polmoni pieni dall’imboccatura superiore in modo che il fumo salga verso la bocca.

Il passo successivo è posizionare il cristallo sullo strumento e riscaldare la dose di CBD con la fiamma finché non diventa rovente. A questo punto bisogna attendere 30-60 secondi per il raffreddamento,  per poi mettere i cristalli sul dito e procedere all’inalazione.

Come sciogliere i cristalli di CBD

Il cannabidiolo praticamente allo stato puro può essere anche sciolto ed essere ingerito e/o diluito con altre sostanze o alimenti in quanto i cristalli sono liposolubili.

In questo caso ad esempio può essere amalgamato nell’impasto di dolci. Importante ricordare che il CBD deve essere sciolto in grassi, come burro o latte. Inoltre i cristalli di CBD possono essere sciolti in microonde per 20/30 secondi. Il modo più semplice e veloce per lo scioglimento è mettere i cristalli sotto la lingua. In questo modo il cristallo a contatto con il calore della nostra bocca si scioglie e il suo assorbimento è molto più veloce. Inoltre se sciolti in creme o olii per il corpo, possono essere spalmati direttamente sulla nostra epidermide. La dose giusta per l’assunzione è 3 o 4 volte nell’arco della giornata per un totale di 10mg giornalieri. In cucina ad esempio i cristalli di CBD sono ingrediente di tante ricette, soprattutto dolci. In particolare: torte, biscotti e bignè.

Quali sono gli effetti dei cristalli di CBD

Prima di poter sentire gli effetti del CBD bisogna attendere 3 o 4 ore dall’assunzione.

Tuttavia se optiamo per la somministrazione sublinguale l’effetto è più immediato e più forte. Per far sì che il CBD faccia effetto bisogna attendere una trentina di secondi per lo scioglimento completo sotto lingua. L’assunzione dei cristalli di CBD tramite lo scioglimento in grassi come il burro, latte, olio vegetale ha un assorbimento più lento.

Infatti l’assimilazione del principio attivo avviene, in fase digestiva. Dunque prima che il principio attivo entri in circolo nell’organismo possono volerci anche un paio d’ore.  

Il cannabidiolo ha proprietà rilassanti, antinfiammatorie e antidolorifiche, tanto da suscitare sempre maggiore interesse da parte della comunità scientifica. Infatti nel 2007 la ricerca prodotta dal California Pacific Medical Center Research Institut ha stupito tutti con i risultati.

Dalla ricerca emerge che il CBD sarebbe in grado di bloccare il gene Id-1 che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali.

Proprietà mediche dei cristalli di CBD

Le proprietà dei cristalli di CBD sono molteplici. Infatti, il principio attivo contenuto nei cristalli allevia le infiammazioni e inoltre è un analgesico molto potente. Tra gli effetti dei cristalli di CBD c’è anche l’effetto antipsicotico. Infatti aiuta a tenere sottocontrollo le malattie psichiche come schizofrenia e disturbo bipolare della personalità.

L’olio, invece, è particolarmente indicato come antiemetico, ovvero, diminuisce e previene la nausea e il vomito. Questo elemento chimico naturale della cannabis può essere efficace nel trattamento di forme di epilessia infantile. Il CBD agisce anche sull’estetica, in quanto, può agire sulle cellule cutanee generando un effetto anti-acne. L’effetto benefico sull’acne è stato dimostrato dallo studio condotto dai ricercatori University of Debrecen.

I cristalli, ma più in generale, il CBD ha effetti energizzanti e antiossidanti.

Infatti rafforza le cellule del corpo umano e le rigenera. Inoltre come antiossidante può rafforzare il sistema immunitario. Doveroso ricordare che la cannabis può alleviare e aiutare a gestire gli effetti collaterali della chemioterapia, diminuendo dolori e vomito ed inducendo sensazione di benessere.

Applicazioni del CBD in medicina

Secondo vari studi i cannabinoidi combattono ed eliminano la proteina tossica beta amiloide (prodotta naturalmente dal nostro cervello).

Questa proteina è causa di demenza e di Alzheimer. Inoltre una ricerca ha evidenziato come il CBD possa aiutare nella lotta alla scelosi multipla. Ricordiamo che nel 2013 l’agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato il Sativex® in Italia. Questo farmaco è a base di cannabinoidi e serve per il trattamento della spasticità in persone affette da sclerosi multipla. Inoltre uno studio tedesco del 1999 effettuato su 170 pazienti malati di sclerosi multipla, ha evidenziato che il 71% dei soggetti, ha avuto migliorie nella spasticità senza registrare effetti collaterali particolarmente gravi.  

 

Legalizzazione della cannabis per uso terapeutico

La cannabis per uso terapeutico è legale in Italia ormai dal 2006. Prodotta dal 2016 dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, in collaborazione col Ministero della Salute e il Ministero della Difesa, vede la distribuzione, destinata unicamente alle farmacie e dedicata a preparazioni che seguono regole particolari. Per poterla acquistare ovviamente, serve una prescrizione medica.

Inoltre il 19 Novembre del 2020 l’Alta Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito che il cannabidiolo (CBD) non è un farmaco narcotico. (Qui i dettagli).  

Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità ha confermato che il CBD, può avere benefici terapeutici nel report realizzato nel 2007. (Qui il report dell’OMS). 

È importante evidenziare che i cristalli di CBD di solito non hanno nessun effetto psicoattivo quindi non alterano la percezione, e non danno allucinazioni. Così come il CBD in generale, i cristalli non danno dipendenza. Inoltre il nostro corpo ha un grado elevatissimo di tolleranza al CBD. L’effetto collaterale più comune è un eccessivo relax. Tuttavia possono manifestarsi secchezza delle fauci, eccessiva sonnolenza, calo della pressione, mal di testa e vertigini, diarrea. Questi ultimi effetti indesiderati possono manifestarsi a causa di un sovradosaggio del principio CBD.